la radio uabab #80

Radio Sonora
la radio uabab #80
lunedì 15 dicembre 2014 ore 17,00
(replica mercoledì 17 dicembre ore 17,00)

Ras G - Down 2 Earth, Vol. 2 (The Standard Bap Edition)

Love And Peace
RAS G
Down 2 Earth, Vol. 2 (The Standard Bap Edition) (Stones Throw, 2014)
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Theo Parrish - American Intelligence
Welcome Back

Theo Parrish
American Intelligence (Sound Signature, 2014)
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front


Invisible Road
Parallax Ensemble
Parallax Sounds (Just Temptation Recordings, 2014)
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feldspar


Spinel

Matana Roberts / Sam Shalabi / Nicolas Caloia
Feldspar (Tour De Bras, 2014)
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folder


Pannonica
Thelonius Monk
Thelonious Alone In San Francisco (Riverside, 1959)
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la radio uabab #79

Radio Sonora
la radio uabab #79
lunedì 8 dicembre 2014 ore 17,00
(replica mercoledì 10 dicembre ore 17,00)

Science Fiction Park Bundesrepublik
Do You Feel The Love Inside Me?

Grüne Rosen
Science Fiction Park Bundesrepublik (Finders Keepers, 2014)
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front
Death, be not proud

Ketil Bjørnstad
A passion for John Donne (ECM, 2014)
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folder


Jamais Quand Il Faut
Ibrahim Maalouf & Oxmo Puccino
Au pays d’Alice… (Mi’ster Production, 2014)
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cover


o o o o o

Darius Jones featuring The Elizabeth-Caroline Unit
The Oversoul Manual (AUM Fidelity, 2014)
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folder
Aria Di Provincia
Alessandro Alessandroni
I Cantori Moderni (Penny Records, 2013 [1972])
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arashi


Ondo No Huna-Uta (Rower´s Song of Ondo)

Akira Sakata / Johan Berthling / Paal Nilssen-Love
Arashi (Trost Records, 2014)
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Akira Sakata / Johan Berthling / Paal Nilssen-Love
Arashi

in un altro dei tanti mondi possibili Akira Sakata spero sia considerato per la grandezza che merita, come musicista intendo. per ora, nell’eventualità di questo mondo, si accontenta di fare il biologo marino ed il sassofonista da almeno 40 anni, alternandosi in questi due ruoli dei quali, solo lui, conosce l’esatto punto di contiguità.
il mistero sotteso al Giappone è alle suoi spiriti autoctoni (nell’ambito musicale) resta per me una materia ostica sebbene il caro Federico Savini si spenda parecchio per illuminare la scena e renderci un poco più edotti: ma malgrado i miei claudicanti approcci cognitivi sopperisco infondendo grosse dosi di curiosità, di ascolti e di attenzione a tante musiche provenienti da laggiù, e le musica di Akira Sakata potrebbe essere il mio cavallo di Troia (a dondolo) per addentrarmi vieppiù nel mistero!

akira sakata

sassofonista contralto, clarinettista e cantante (forse meglio vocalista), innamorato dell’improvvisazione radicale e profondo conoscitore della materia. ligio, disciplinato ed eppure così irrazionalmente folle, sfuggente e materico, verrebbe da dire acquatico e misterioso come le sue amate profondità marine. una carriera (quella musicale) assai lunga, che meriterebbe un approfondito seminario di studi (non che non ne siano stati fatti, in effetti), che lo ha portato, alla tenera età dei 70 anni, a distillare grazia, follia, imprevedibilità e raziocinio in un suono unico e assai riconoscibile.

OLYMPUS DIGITAL CAMERAanche per tutto questo è un piacere ritrovarlo oggi in un terzetto equilatero in compagnia di Johan Berthling e Paal Nilssen-Love, un motore ritmico scandinavo a condensazione fredda capace di trainare alcune delle locomotive più entusiasmanti degli ultimi anni (The Thing, Fire! fino a giungere al capostazione Mats Gustafsson). un trio inesorabile finito a registrare a Vienna per l’etichetta Trost (dopo un tour perlopiù nipponico) uno dei dischi più scapigliati ascoltati quest’anno.

arashiArashi (Trost Records, 2014) inizia da una copertina splendida disegnata da Sagaki Keita, ma è solo l’inizio. Arashi è parola giapponese che sta per tempesta, e pure questo è un buon indizio: quattro composizioni ad inquadrare un possibile spettro di quale sia oggi l’arte matura di Akira Sakata. si parte con il brano omonimo che è una furente ed implacabile cavalcata imbizzarrita, un susseguirsi di onde di ritmo e di note accostate fra loro dalla logica aleatoria di una tempesta: il suono del contralto è lucido e dritto sul ponte maestro, come se il tumulto ritmico che infuria intorno non lo toccasse. Ondo No Huna-Uta (Rower´s Song of Ondo) vede Sakata alla voce intonare un (inverosimile) canto di vogatori frustati dalla furia di Berthling e Nilssen-Love; ferocia, canto di gola, delirio e sangue agli occhi, un canto inaudito ed inudibile dalla terraferma. Dora è spumeggiante come mosto che ribolle, con il sax di Sakata concentrato e visionario su solitarie linee melodiche, sospinto dalle sferzate ritmiche scandinave che spingono verso l’accanimento. il disco si chiude con Fukushima No Ima (Fukushima Now) per raccontare un’altra sfaccettatura dell’anima di Sakata: l’ancia del clarinetto fra le labbra per intonare una preghiera per l’ultima città (in ordine di tempo) devastata da un disastro nucleare. un canto mesto e cameristico, struggente e meraviglioso.
un disco ostico e difficile ma così vivo, vitale ed aggiungerei vero: siamo sui territori dell’avanguardia jazz più visionaria, dell’improvvisazione e del radicalismo, ma non c’è davvero nulla da temere e niente di cui spaventarsi: può davvero quel paio di baffetti appiccicato sul volto di Sakata nascondere altro se non una bonarietà imperscrutabile?
buon ascolto

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la radio uabab #78

Radio Sonora
la radio uabab #78
lunedì 1 dicembre 2014 ore 17,00
(replica mercoledì 3 dicembre ore 17,00)

Northern-Soul-The-Soundtrack-front-300x300
The Night (7″ mix)

Frankie Valli & The Four Seasons
Northern Soul Soundtrack (Harmless Records, 2014)
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slyJust Like A Baby
Sly Stone
I’m Just Like You: Sly’s Stone Flower 1969-70 (Light In The Attic, 2014)
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Captain-Beefheart-–-Sun-Zoom-Spark-1970-to-1972-300x300


Harry Irene
Captain Beefheart
Sun Zoom Spark: 1970 to 1972 (Rhino Records, 2014 4cd)
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the art


Hello Goodbye

The Cure (feat. James McCartney)
The Art of McCartney (Arctic Poppy, 2014)
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Master-Mix-Red-Hot-Arthur-Russell-300x300Losing My Taste For The Night
Devendra Banhart
Master Mix Red Hot + Arthur Russell (Yep Roc Records, 2014 2cd)
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robertwyatt_differenteverytime-300x300

At Last I Am Free
Robert Wyatt
Different Every Time (Domino, 2014 2cd)
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la radio uabab #77

Radio Sonora
la radio uabab #77
lunedì 24 novembre 2014 ore 17,00
(replica mercoledì 26 novembre ore 17,00)

Coup Fatal
Vedro (After Vivaldi)

Fabrizio Cassol, Serge Kakudji, Rodriguez Vangama
Coup Fatal (Outhere, 2014)
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cover
Dos Camells

Os Meus Shorts
Os Meus Shorts II (Bankrobber, 2014)
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Small Bird With Fast Hearts
Vieo Abiungo (William Ryan Fritch)
And The World Is Still Yawning B​-​Sides (Lost Tribe Souns, 2014)
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Roy-Nathanson-Complicated-Day


Simon

Roy Nathanson’s Sotto Voce
Complicated Day (Enja/Yellowbird, 2014)
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Alfredo Barroso_Cha cha cha
Bruca Maniguà
Abelardo Barroso with Orquestra Sensación
Cha Cha Cha (Nonesuch, 2014)
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Roy Nathanson’s Sotto Voce
Complicated Day

si potrebbe partire da una condivisibile definizione spuntata sul New York Magazine e, non a caso, messa ad esergo sul sito dell’etichetta Yellowbird“Roy Nathanson is an extraordinary composer that leads this perky, irreverent group that somehow manages to orbit both the Marx Brothers and Sun Ra.” non male, non c’è che dire!
si potrebbe partire da qui per tentare di raccontare da dove diavolo scappi fuori questa musica; sì, perché la domanda che viene spontanea ascoltando l’ultimo disco del collettivo Sotto Voce di Roy Nathanson è proprio questa: da dove proviene cotanta bellezza?
allora è forse bene partire proprio da quelle due orbite irriverenti (i Fratelli Marx e Sun Ra) e provare ad atterrare da qualche parte su questo pianeta: New York è certo il luogo ideale! è in quell’habitat che si muovono i nostri, con l’understatement necessario e l’irriverenza indispensabile per non rischiare di prendersi troppo sul serio.

roynathansone la musica? beh, quella si focalizza sulla forma canzone, almeno per questo Complicated Day (Yellowbird/Enja, 2014), esplorando il grande canzoniere americano e concedendosi otto originali corredati da due cover (una di Johnny Cash e l’altra Isaac Hayes: per non perdere un filo di incoerenza). i cantanti si alternano dietro al microfono e fanno un poco a turno come nelle democrazie più evolute: Roy Nathanson (sax alto e soprano), Curtis Fowlkes (trombone), Tim Kiah (basso), Sam Bardfeld (violino), Napoleon Maddox  (beatbox umano), Jerome Harris (chitarra) e il figlioccio Gabriel Nathanson (tromba). tutti a cantarne almeno un paio a testa, a rifarsi i cori a vicenda, lasciando al poeta Gerald Stern la narrazione di The Nettle Tree.

Roy-Nathanson-Complicated-Dayè di certo il jazz a costituire l’ossatura di questo disco, lo stesso che abbiamo già ascoltato dai Jazz Passengers (di cui questi Sotto Voce costituiscono la costola divertita) ma con in aggiunta un gigioneggiare sornione di leggerissima fattura: non a discapito della perizia tecnica e delle favolose soluzioni ritmico-armoniche (il vaudeville rumoristico di Napoleon Maddox garantisce vibranti andature swinganti) e neppure a danno della fischiettabilità (neologizzo, mi sia concesso il neologismo) di questi brani.
stile, divertimento, ironia, understatement, swing, funk, groove latino e improvvisazione collettiva: il tutto di notte, a New York e proprio in questo 2014: più o meno a metà strada fra Jerry Lewis e Ornette Coleman.
imperdibile davvero

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la radio uabab #76

Radio Sonora
la radio uabab #76
lunedì 17 novembre 2014 ore 17,00
(replica mercoledì 19 novembre ore 17,00)

cover10-300x300
In De Loopgraf

Einstürzende Neubauten
Lament (BMG, 2014)
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Andrea Belfi - Natura Morta
Immobili

Andrea Belfi
Natura Morta (Miasmah Recordings, 2014)
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cover


Vimeinen
Vladislav Delay
Visa (Ripatti, 2014)
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Jungle Gods

William Onyeabor
Box Sets 1 (Luaka Bop, 2014)
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front
Django. La périphérie des zones
Tchavolo Schmitt Quartet
Mélancolies d’un Soir (Adf Bayard Musique Label Ouest, 2014)
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Fabrizio Cassol, Serge Kakudji, Rodriguez Vangama
Coup Fatal

Luigi Ronda è entrato educatamente nella mia vita passando dalle pagine di questo blog, attraverso preziose mail e scambi di musiche per poi, finalmente, trovarsi e riconoscersi dietro una stretta di mano e diversi sugheri di bottiglia saltati per innaffiare le parole: e adesso mica ci si lascia più! anzi adesso inizia quello scambio necessario di bellezze che fa luccicare e impreziosisce un’amicizia: anche Luigi Ronda ha un blog ma non è la musica l’argomento principale del suo scrivere, o in un certo senso lo è, ma si capisce dopo. insomma auguro a chiunque di incontrare un Luigi Ronda se proprio non avrete la fortuna di trovare quello originale.
e lui che da almeno tre giorni continua ad insistere sul fatto di aver scoperto il disco più bello di sempre (parole sue), l’illuminazione sulla via di Kinshasa, la folgorazione dovuta al contagio della grande musica africana (glielo avevo detto io). e quindi, contravvenendo alle mie regole di libertà editoriale, ho promesso che l’avrei ascoltato e ne avrei scritto in ogni caso, positivo o negativo che fosse.

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il disco in questione si chiama Coup Fatal e, malgrado io volessi rimanere completamente all’oscuro di tutto fino al primo ascolto, sono venuto a sapere involontariamente che verte attorno ad un incontro fra arie barocche, musica congolese, balletto e teatro. insomma abbastanza da poter sospettare un pasticcio!
Coup Fatal
è innanzitutto uno spettacolo/concerto teatrale di Alan Platel, col marchio della sua compagnia dei Ballets C de la B, ma non è il balletto il fulcro di questa produzione. piuttosto la musica e la scoperta da parte Fabrizio Cassol (collaboratore di Platel) di un controtenore autodidatta congolese che giunto al conservatorio belga si dedica allo studio della vocalità nel concerto barocco: Serge Kakudji, questo il suo nome, si applica ed apprende ma quando ritorna a Kinshasa per spiegare agli amici che tipo di musica sta studiando si rende conto della voragine culturale che separa la sua passione dalla grande tradizione musicale del suo paese. e a questo punto che giunge il chitarrista Rodriguez Vengama e Les Salopards (13 musicisti armati di chitarre, likembe, balafon e percussioni) a fare da collante ad un progetto che aveva già avuto un primo tentativo nello spettacolo Pitié (2009) dove si abbozzava questa fusione inverosimile (nello spazio e nel tempo) fra barocco e tradizione congolese.

Coup Fatal

Coup Fatal (Outhere, 2014) è il titolo dell’opera e del disco e deve questo nome alla fatalità dei proiettili che purtroppo infestano le tante guerre del continente: la scenografia dello spettacolo è curata da Freddy Tsinda che ha decorato il palcoscenico con tendaggi formati da bossoli di proiettile esplosi. scenografia scarna dove 13 musicisti circondano il proscenio in una classica ambientazione afropolitana, illuminazione notturna e con abiti da sapeurs. e poi giunge la figura di Serge Kakudji che canta brani che fondono Haendel, Gluck, Monteverdi e Vivaldi con le sonorità della rumba e dei nuovi ritmi elettrificati congolesi. ed è una vera sorpresa!

il disco è una delizia inimmaginabile perché il ponte che lancia unisce due sponde inverosimili: non una crasi, non un pasticcio e neppure una fusione, impossibile la contiguità degli stili e qualsivoglia terreno comune. siamo in un luogo inesistente, un’ipotesi irrealizzata di un incontro incongruo dove, di volta in volta, non sarà difficile riconoscere qualcosa di conosciuto ma trasfigurato da un’idea primigenia che riconduce tutto in un altrove inatteso. eppure la freschezza e la gioia che sprigionano queste 11 composizioni ridona grazia e gusto, quella semplicità primordiale della musica africana unita all’umanesimo intriso di animo rinascimentale che rendeva il concerto barocco una musica dello spirito.
consiglio (come sempre) ripetuti ascolti, il superamento dello straniamento da perdita di orientamento culturale e l’abbandono di ogni pregiudizio di sorta. lo spettacolo è ancora in tour e purtroppo è appena transitato dall’Italia (Life is what happens to you while you’re busy making other plans! stigmatizzava John Lennon) e pure andato in onda su Rai5.
ma il disco è qui e credo si debba ringraziare Luigi Ronda per l’entusiasmo: e se non vi capiterà di incontrarlo di persona presenterò io di persona la vostra gratitudine.
buon ascolto

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la radio uabab #75

Radio Sonora
la radio uabab #75
lunedì 10 novembre 2014 ore 17,00
(replica mercoledì 12 novembre ore 17,00)
podcast

cover
Pupilas Dilatadas

Fumaça Preta
Fumaça Preta (Soundway Records, 2014)
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Fiesta-que-viva-la-300x300
Son

Ensamble Polifónico Vallenato / Sexteto La Constelacion
Fiesta, Que Viva La (Staubgold, 2014)
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tomzeviralatanavialacteacapa-300x300


Banca de Jornal (com Criolo)
Tom Zé
Vira Lata Na Via Láctea (Tom Zé, 2014)
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amparo


Rio Turbio

Amparo Sánchez
Espíritu del Sol (Harmonia Mundi|WorldVillage, 2014)
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arthur
Lettre à Nora, 2 décembre 1909
Arthur H & Nicolas Repac
L’Or d’Eros (Naïve, 2014)
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la radio uabab #74

Radio Sonora
la radio uabab #74
lunedì 3 novembre 2014 ore 17,00
(replica mercoledì 5 novembre ore 17,00)
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GonBoogaloo-300x300
The Zombie

C.W. Stoneking
Gon’ Boogaloo (King Hokum Records, 2014)
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yusuf
Tell ‘Em I’m Gone

Yusuf
Tell ‘Em I’m Gone (Sony, 2014)
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neil


Who’s Gonna Stand Up? / I Want To Drive My Car
Neil Young
Storytone (Deluxe Edition) (Reprise Records, 2014)
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daniel


Tamboura Jah

Daniel Lanois
Flesh And Machine (Red Floor Records, 2014)
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dean
Molly & Aquafina (feat. Joanne Robertson)
Dean Blunt
Black Metal (Rough Trade, 2014)
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