Monthly Archives: aprile 2014

la radio uabab #59

Radio Sonora la radio uabab #59 venerdì 25 aprile 2014 ore 21,00 (replica sabato 26 aprile ore 21,00) p o d c a s t ospiti Gianni Gozzoli alle scritture, ai pensieri e alle letture (oltreché al supporto tecnico di questa come delle … Continue reading

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Hominis Canidae

è un’operazione talmente obsoleta che non ricordo più neppure come si chiamava: forse quotare? ho dimenticato. magari uso una terminologia pre-internettiana e lo chiamo simplemente tributo, ringraziamento e suggerimento, così ci capiamo. lo schermo dentro al quale ci tuffiamo sempre … Continue reading

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la radio uabab #58

Radio Sonora la radio uabab #58 venerdì 18 aprile 2014 ore 21,00 (replica sabato 19 aprile ore 21,00) p o d c a s t live e intervista con Giacomo Toni presentazione del disco Musica Per Autoambulanze (MarteLabel, 2013) Se … Continue reading

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la radio uabab #57

Radio Sonora la radio uabab #57 venerdì 11 aprile 2014 ore 21,00 (replica sabato 12 aprile ore 21,00) p o d c a s t Alien (Hold On To Your Dreams) Gil Scott-Heron Nothing New (XL Recordings, 2014) more details ( ( … Continue reading

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Gil Scott-Heron
Nothing New

la notizia c’è ed è che non c’è niente di nuovo. no news good news stigmatizzano dalle parti di Wall Street per godere della bonaccia che sospinge gli affari: Nothing New invece è la buona novella odierna. così recita il titolo … Continue reading

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la radio uabab #56

Radio Sonora la radio uabab #56 venerdì 4 aprile 2014 ore 21,00 (replica sabato 5 aprile ore 21,00) p o d c a s t Bi E o le E le Josiah Ransome Kuti Over There! Sounds and Images of Black … Continue reading

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OY
No Problem Saloon

ci sono esploratori curiosi e instancabili che percorrono sentieri sui quali sogno anch’io di avventurarmi; avvistatori, avanguardisti, lungimiranti o semplicemente curiosi di meraviglie musicali di questo mondo. Marco Boccitto (sulle onde della RadioTre nazionale) e Corrado Antonini (dalla sua trasmissione sulla RadioDue svizzera) sono due sound trapper di cui mi fido sordamente: furono loro, l’estate scorsa, a segnalare contemporaneamente l’avvistamento di un felino mezzosangue che si muoveva fra le versi vallate svizzere e gli affollati mercati di Accra, con la sua fiera criniera e l’andatura elegante di una regina. Joy Frempong è un frutto di quella mescolanza dei figli del mondo che fa sì che un padre ghanese ed una madre svizzera possano far nascere una fanciulla proprio nel bel mezzo di quel continente che si ostina a chiudere le porte al futuro che giunge a bussare. credo sia stato endemico per lei crescere qui e pensare all’Africa, ascoltare musica occidentale e riscoprire le proprie antiche radici sonore: pensare insomma contemporaneamente in due idiomi che in lei si sono fusi ed hanno generato humus per nuovi splendidi virgulti fioriti. del primo First Box Then Walk (Creaked Records, 2010) pochi si accorsero, ma una carriera stava nascendo e i primi vagiti di hiphop infarciti di elettronica e strumenti giocattolo stavano seminando un terreno tutto da esplorare. poi la gavetta live a ritmo di festival in diversi luoghi girovagando per mezzo mondo a rodare le capacità espressive, la penna e tutto un immaginario estetico fatto di modernità ed africanità compenetrate ed indistinguibili. questo fino al 2013 in cui giunge il più maturo Kokokynaka (sempre Creaked Records) che è anche l’aleph che avvistano i due lungimiranti nominati più sopra. un miscuglio aggrovigliato di elettronica casalinga, rumorismi urbani, cantilene, invocazioni al proprio bulbo capillifero, reinterpretazioni delle origini del mondo e tanta Africa 2.0 filtrata dalle parole e dai suoni di questa sovrana popolare dal sangue misto. e allora vuoi la piccola etichetta, vuoi le difficoltà di distribuzione e vuoi certo l’effettiva qualità di questo prodotto ecco dunque giungere all’orizzonte l’immediato interessamento della più importante etichetta belga (leggi Crammed Discs), di certo la più abile a scrutare i suoni e le commistioni che giungono da oltre mediterraneo. e così che questo Kokokynaka viene inghiottito dal pesce più grosso per risputarlo rielaborato (ma neppure troppo) ed integrato da alcune versioni live ed un remix oltre ad una introduzione che fa di questo No Problem Saloon (Crammed Discs, 2014) una specie di non luogo (di nessuna problematicità), un Magic Bus oppure un Magical Mistery Tour in grado di farsi concept di un viaggio retrofuturible di un Africa in divenire. I would like to invite you to the No Problem Saloon It is just a place full of no problems Put on your dancing shoes in the No Problem Saloon prodotto e suonato assieme al sodale Lleluja-Ha, No Problem Saloon ha l’appeal del pop sintetico di questi anni del nuovo secolo. anche l’Africa è resa silicea, raccontata per sintesi o per difetto. è il pop che sognerei di ascoltare se fossi adolescente nell’anno 2014. ma io ho preso da tempo le distanze dall’adolescenza e dubito pure che le classifiche recepiranno questa elegante provocazione culturale, ma quello che è certo è che siamo di fronte ad un fiore raro e prezioso nel giardino internazionale della musica. il canto di OY si … Continue reading

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