Tom Zé
Canções Eróticas de Ninar

la carica degli 80! se proprio si volesse dare un titolo a questo autunno tiepido di ascolti musicali non si potrebbe evitare la quarta età! a seminare benefico sgomento è una banda di ottuagenari lucidi e determinati, creativi e appassionati nel distillare l’essenza di una vita artistica giunta caparbiamente ad una splendida fioritura tardiva! le avvisaglie che questo sarebbe stata una stagione incanutita e gerontofila c’erano già tutte: a cominciare (finalmente) dal Nobel assegnato a Bob Dylan, che di anni ne ha (solo) 75 ma è come se ne avesse 800 (certe età si misurano solo con la Storia)! e quando poi ti vedi giungere i dischi di John Tilbury che omaggia Derek Bailey con un titolo eloquente, quello di Lee “Scratch” Perry nell’ennesima incarnazione psicotropa ed intossicata, quello del maestro Paolo Conte a cui non basteranno mille (…) fiori da combattimento, e l’ennesima visita pastorale nelle nostre terre aride di Sua Vocalità Leonard Cohen, ecco che non resta che urlare: Largo ai giovani del 1930!

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l’ultimo latitante della banda a piede libero arriva dal Brasile ed è forse il più malandro del manipolo: Tom Zé è un folletto mai divenuto grande, un Peter Pan con la sindrome di Lucignolo che da quasi 50 anni infesta di dadaismo la Mùsica popular brasileira (MPB)! il suo ultimo disco uscito a fine ottobre per celebrare i suoi 80 anni è, a suo dire, una vera e propria Urgência Didática. Canções Eróticas de Ninar (Tom Zé, 2016) è un appello affinché le tematiche della sessualità siano infuse ai fanciulli sin dalla più tenera età: canzoni erotiche per la ninna nanna recita l’ossimoro ardito del titolo, un outing tardivo in cui Tom Zé confessa in età adulta (!?!)  tutte le turbe vissute nella sua infanzia, un invito affinché la sessualità possa diventare per ciascuno “un tema che coinvolge la curiosità, il gioco, l’ansia, la separazione, il gusto, la blasfemìa, la preghiera!”.

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13 canzoni che esplorano irriverenti i temi della masturbazione, dell’orgasmo, del mistero (tutto maschile) della sessualità femminile, il voueyerismo, la proibizione, l’ignoranza, la religione: vicende private raccontate con la lingua del forrò, e servite in salsa batucada, in compagnia di un manipolo di giovanissimi musicisti che da qualche anno hanno riconosciuto in Tom Zè l’inequivocabile coeva urgenza post-adolescenziale. perché pare proprio che la vena surreale ed irriverente di Tom Zè non invecchi: le composizioni sono più sghembe di quanto ci si possa immaginare, la voglia di immaginare e di stupire è rimasta integra, i brani sono infestati da scherzi, suoni astrusi, deviazioni improvvise, samba ebbri e genialità infusa!

tomze-parasite

titoli astrusi come Orgasmo Terceirizado (più o meno esternalizzato), rime impunite come pasarela fina/vaselina, licenze poetiche (all’ombra delle fanciulle deflorate), spudoratezze familiari, un Tuca Tuca 2.0 ben oltre quello imparato dalla Carrà, indumenti con serbatoio (camisinha) e la sensazione che sia vero quello che diceva Brel mutuato da Paolo Conte (Les cochons, ils ne vieillissent pas, ils deviennent des saucissons ,mais les hommes, tant qu’ils vieillissent, ils deviennent des cochons…)! davvero una meraviglia sorprendente per un’artista ottuagenario ancora in tour, ancora irriverente, ancora provocatorio, ancora assolutamente vivo! insomma contro il logorio della vita post-moderna e gli acciacchi della mezza età affidatevi serenamente ad un’ottantenne che pare aver raggiunto un senso di pace ma non la pace dei sensi!

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auguri a questi splendidi ottuagenari volanti e di nuovo: Largo ai giovani del 1930!
buon ascolto!

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la radio uabab #143

Radio Sonora
la radio uabab #143
lunedì 31 ottobre 2016 ore 17,00
(replica mercoledì 2 novembre ore 17,00)
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cacao

Roboto
Cacao
Astral (Brutture Moderne, 2016)
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cover
Hubris Part 1 (excerpt)
Oren Ambarchi
Hubris (Editions Mego, 2016)
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Suede

NxWorries
Yes Lawd! (Stones Throw, 2016)
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Just

Ka
Honor Killed The Samurai (Iron Works, 2016)
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Jigeen

Mark Ernestus Ndagga Rhythm Force
Yermande (Ndagga, 2016)
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la radio uabab #142

Radio Sonora
la radio uabab #142
lunedì 24 ottobre 2016 ore 17,00
(replica mercoledì 26 ottobre ore 17,00)
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leonard-cohen-you-want-it-darker


Traveling Light

Leonard Cohen
You Want It Darker (Sony/Columbia, 2016)
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Erotokritos (Opening)
Xylouris White
Black Peak (Bella Union, 2016)
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Of Golden Summer

São Paulo Underground
Cantos Invisíveis (Cuneiform Records, 2016)
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front


Amazing Game

Paolo Conte
Amazing Game (Decca/Universal, 2016)
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L’auvergnat

Zoufris Maracas
Le Live de la Jungle (Chapter Two Records, 2016)
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la radio uabab #141

Radio Sonora
la radio uabab #141
lunedì 17 ottobre 2016 ore 17,00
(replica mercoledì 19 ottobre ore 17,00)
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front


Malcolm Vibraphone X

Junko Onishi
Tea Times (Sony, 2016)
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Love If Possible
Shintaro Sakamoto (坂本慎太郎)
Love If Possible (できれば愛を) (Zelone Records, 2016)
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Theme for a Taiwanese Woman in Lime Green
Devendra Banhart
Ape in Pink Marble (Nonesuch, 2016)
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I Wanna See U Far Away

MV & EE
Root/Void (Woodsist, 2016)
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Hard to Believe

Aaron Neville
Apache (Tell It, 2016)
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Paolo Conte
Amazing Game

due ore fa ho comprato l’ultimo disco di Paolo Conte. è il naturale impulso di un appassionato che è cresciuto con lui e che vuole vedere come va a finire questa storia d’amore e di bellezza, di memoria e di sogno. sentimenti miei che ho appiccicato al più grande musicista (e cantante) italiano e alla fortuna di aver condiviso cronologicamente molto del suo stesso tempo.
ho comprato il disco ed ho creato un silenzio ateo tutt’attorno. l’ho ascoltato un paio di volte – poi giungeranno a valanga tutti gli altri – e mi sono annotato per ogni canzone sensazioni personali (molto, forse troppo, personali). il blog è il mio e non mi chiedo il permesso di ricopiare quanto scritto. sono davvero annotazioni personali che somigliano ad un diario, una mappa scarabocchiata per nessun tesoro. si possono saltare a piedi pari e passare all’ascolto. davvero.

front

Amazing Game (Decca/Universal, 2016) è il primo disco interamente strumentale di Paolo Conte (in verità c’era stato altro ma la voce ufficiale ci tiene a sostenere questo) e raccoglie un “repertorio costituito da registrazioni effettuate in epoche diverse (dagli anni ‘90 a oggi), per colonne sonore di pièce teatrali e a scopo di studio e sperimentazione, che escono dai cassetti dove le custodivo con cara devozione”. i primi dodici brani furono commissionati dalla Regione Liguria per commemorare il centenario della nascita di Eugenio Montale, altri cinque facevano parte della colonna sonora della pièce teatrale Gli Amici Manichini (mai andata in scena), un brano fu scritto per Corto Maltese (teatrale), uno “scarto illustre” da Razmataz, mentre altri sono bozzetti, schizzi e fantasie uscite appunto dal cassetto del maestro. il disco è prodotto per la Platinum da Rita Allevato. i fedeli musicisti sono Lucio Caliendo (fagotto), Claudio Chiara (sax alto), Daniele Dall’Omo (chitarra), Daniele Di Gregorio (batteria, percussioni), Massimo Pitzianti (accordeon, bandoneon, clarinetto, sax baritono), Piergiorgio Rosso (violino), Jino Touche (contrabbasso), Luca Velotti (sax soprano), Luciano Girardengo (cello), Maurizio Bellati (corno francese), Alberto Mandarini (tromba), Jimmy Villotti (chitarra elettrica), Claudio Dadone (chitarra, accordeon), Piero Conti (batteria) e Ginger e Rama Brew (cori).

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Pomeriggio Zenzero ha l’incedere ciondolante, pigro, dal vago sapore francese, oziosa, crepuscolare, con lo slancio di un tourbillon orchestrale. F.F.F.F. (For Four Free Friends) è la sorpresa inattesa, l’impro dolce e crepitante, cameristica, frastagliata, controllata dallo sguardo torvo del maestro che tiene la banda aggrappata ai suoi baffi e segue con lo sguardo un Pinocchio lunaire a zonzo sui bricchi astigiani. En Bleu Marine è un ennesimo sogno acquatico, sfuggente, affogato nella memoria, come se Fellini avesse potuto incontrare Conte con il beneplacito di Rota. Song In D Flat appartiene alla sempiterna tentazione sinfonica di Conte, dispari, sinuosa e solenne come lo sguardo di un padre.

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P.U.B.S.A.G. (Passa Una Bionda Sugli Anni Grigi) da qualche parte dovevo pur scrivere che mi mancano disperatamente le parole, come una sciarada da risolvere, l’acronimo da svolgere o le noccioline per i ragazzi scimmia invocanti che accennano goffi passi di danza! Amazing Game è il fantasma di Hoagy Carmichael che viene a cena e non c’è che un fondo di bottiglia, pane, formaggio e tutto il tempo che non è passato da raccontarsi. commuovente! Zama questa è India (viene da Elegia del 2004), la riconosco, ma poi mi dico di no, in realtà è la sintesi gitana della diaspora dei nomadi da lì all’Andalusia! À La Provençale anche lei riconosco, nelle nebbie della memoria (mia), una rilettura di cosa? dovrei cercarla… la lingua di Conte, riconoscibile da chiunque lo ami, è imparlabile da nessuno se non da lui! Serenata Rustica una melodia che si snoda come un serpente flessuoso fondendo corno e clarinetto, sfuggendo alla memoria dallo stesso luogo da cui è giunta! La Danse Razmataz (questa viena da lì, già) resta il miraggio più coinvolgente di Conte, il tributo al sogno più coccolato. Zinia è forse un’alliterazione di Xenia? forse la Genova dialettale nobile a cui si giunge senza quella faccia? forse l’omaggio a Montale con Ravel e Debussy che applaudono!

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The Bridge è un passaggio orchestrale abbozzato su di un foglio, una traiettoria possibile per l’altra sponda: eppur bisogna andar! Largo Sonata Per O.R. è la solennità sinfonica del teatro, il segreto slancio di un compositore di canzonette, la giungla paludosa del ‘900 da cui non si esce e ci si affonda. tutto l’esotismo che sprigiona la provincia e Paolo Conte alla marimba: applaudo! Fuga Nell’Amazzonia In Re Minore ha un sapore legnoso e tintinnante, evocativa ed errabonda: la foresta che divampa sotto il piano, nel rigoglìo di notti solitarie passate ad immaginare. c’è qualcun altro che sa fare questo?Sharon è l’ennesimo ritratto di una fra le tante donne che abiteranno sempre l’universo di Conte: questa è stizzita, sfuggente, forse stanca, ma occhieggia rauca! Tips restituisce il desiderio di parole, ci accontentiamo anche solo di una sillaba, ripetuta, tonta come la tentazione irresistibile di bonfonchiarci qualcosa sopra, la mancia per un pubblico riconoscente!

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Rumbomania e pare di tornare a casa, un posto conosciuto nel quale accennare due passi, sculettare in segreto e provare a ritornare a riderci sopra! Mannequins Tango e quel sentimento triste che si balla, il più bell’ossimoro in cui perdersi: e Conte lo sa bene eccome! Novelty Step chissà se questa scappa fuori da Parole d’Amore Scritte a Macchina, per questi due dolcissimi minuti scarsi voglio credere che sia così! La Valse Fauve in completa solitudine, in bassa qualità, come entrare di nascosto nel salotto di casa e poterlo ascoltare mentre di notte compone. un privilegio. Gli Amici Manichini e c’è pure un bis! ancora la solitudine circondata da figurini immobili, in un balletto ipotizzato, un carillon sigillato! Changes All In Your Arms è una take da Razmataz, magari solo una prova, con le voci stanche di Ginger e Rama Brew a fine sessione. ma con un solo di Conte che vale il prezzo, due barriti al kazoo ed un ruggito che fanno capire chi impugna la frusta! Sirat Al Bunduqiyyah e generazioni intere cresciute sognando con Salgari, guardando con Hugo Pratt e viaggiando con Conte. un profumo sultano!

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lo ripeto: sono appunti personali, magari li rinnegherò, magari no. quisquilie private:
si possono davvero lasciare dove li si è trovate. molto meglio ascoltare.
bello vivere lo stesso tempo di Paolo Conte!

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la radio uabab #140

Radio Sonora
la radio uabab #140
lunedì 10 ottobre 2016 ore 17,00
(replica mercoledì 12 ottobre ore 17,00)
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coverThings that are beautiful and transient
The Caretaker
Everywhere at the end of time (History Always Favours The Winners, 2016)
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Femenine (excerpt)
Julius Eastman
Femenine (Frozen Reeds, 2016 [1974])
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playing-with-a-dead-person


Birthday Party III (excerpt)

John Tilbury | Derek Bailey
Playing with a Dead Person (Bolt Records, 2016)
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cover


Subspace (excerpt)

Lustmord
Dark Matter (Touch, 2016)
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00-akira_kosemura-one_day-web-2016


Pale

Akira Kosemura
One Day (Schole, 2016)
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la radio uabab #139

Radio Sonora
la radio uabab #139
lunedì 3 ottobre 2016 ore 17,00
(replica mercoledì 5 ottobre ore 17,00)
la puntata è andata in onda in diretta sulle frequenze web di Radio Jump e trasmessa dal vivo il 29 settembre 2016 dalla piazza antistante i Musei San Domenico a Forlì nell’ambito della Settimana del Buon Vivere
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00-lee_scratch_perry-must_be_free-web-2016
House of Sin

Lee “Scratch” Perry
Must Be Free (Megawave, 2016)
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cover
Mohammedoun
Noura Mint Seymali
Arbina (Glitterbeat, 2016)
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600


Saradia

Vieux Kanté
The Young’s Man Harp (Sterns Africa, 2016)
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12inch_3mm.indd

Africa needs Africa
King Ayisoba
This is Kologo Power! A Bolgatanga Ghana Compilation (Makkum Records, 2016)
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legend-of-funana-the-forbidden-music-of-the-cape-verde-islands

Didi Di Réz
Bitori
Legend Of Funaná (The Forbidden Music of The Cape Verde Islands) (Analog Africa, 2016)
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00-shabaka_and_the_ancestors-wisdom_of_elders_feat_shabaka_hutchings-bwood0155-web-2016

Natty
Shabaka and the Ancestors
Wisdom of Elders (Brownswood Recordings, 2016)
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la radio uabab #138

Radio Sonora
la radio uabab #138
lunedì 26 settembre 2016 ore 17,00
(replica mercoledì 28 settembre ore 17,00)
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Killer Road
Soundwalk Collective | Jesse Paris Smith | Patti Smith
Killer Road (Sacred Bones Records, 2016)
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Taking The Virus

Steve Buscemi | Elliott Sharp
Rub Out The Word (Infrequent Seams, 2016)
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anne-james-chaton-andy-moor-thurston-moore


Clair Obscur

Anne-James Chaton + Andy Moor + Thurston Moore
HERETICS (Unsounds, 2016)
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lunch-music


Lunch Music: Smell Down Death

Yannis Kyriakides
Lunch Music (Unsounds, 2016)
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Satie

Daniel Lanois
Goodbye To Language (ANTI, 2016)
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Steve Buscemi | Elliott Sharp
Rub Out the Word

era il 21 aprile del 2014 quando Steve Buscemi e Elliot Sharp salirono sul palco dell’Issue Project Room di NY per una performance all’interno del WSB100, un calendario di eventi per celebrare il centenario della nascita di William S. Burroughs.
una manciata di fogli, un leggio, un microfono per Buscemi. una chitarra ed una serie di aggeggi elettronici per Sharp. ad unirli la passione ed il tributo ad una delle più importanti figure della cultura americana (e non solo) del ventesimo secolo!

william-s-burroughs

i testi scelti da Buscemi fra la vasta produzione di Burroughs sono figli di una scelta consapevole, vissuta e profondamente studiata: Buscemi ebbe modo di conoscere e condividere idee con il grande scrittore prima della sua scomparsa nel 1997 e la sua passione continua a cimentarsi nei riguardi di the pope of dope (è in lavorazione un’adattamento cinematografico di Queer da parte del regista/attore newyorkese).

buscemi

Elliot Sharp è un patrimonio della scena alternativa americana, capace di materializzarsi a fianco di prestigiosi progetti d’avanguardia da 40 anni a questa parte: alla chiamata di Buscemi ha risposto pronto con il suo armamentario di suoni ed atmosfere, chitarre grattate, loop claustrofobici: materiale che avrebbe volentieri portato alla corte di Burroughs (in persona) se non ci si fosse messa di mezzo l’anagrafe e le tante vigliacche vicissitudini della vita!

sharp

la registrazione di quella performance/tributo è divenuta un disco di recente uscita per l’etichetta cittadina Infrequent Seems. Rub Out The Word (2016) è esattamente l’esercizio già sperimentato da Burroughs di declamazione ed evocazione della celebre pratica letteraria del cut-up, così come lui stesso aveva fatto in prima persona in vari dischi e collaborazioni con quella sua voce nasale immediatamente riconoscibile e cifra inscindibile della sua arte e della sua rappresentazione.

front-buscemi-sharp

ma questa volta sul palco c’erano Steve Buscemi e Elliot Sharp! e questo omaggio sincero a certa intellighenzia criticante non è andato a genio (leggi Pitchfork o il numero 392 di The Wire) per l’ovvietà, la mancanza di innovazione (ad ogni costo) o la pedissequa riproposizione di una formula che il suo ideatore aveva già condotto a livelli di assoluta eccellenza.

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in effetti ci vuole una bella dose di coraggio a riproporre i testi di Burroughs con una voce diversa da quella che ciascuno ha in modo permanente fissata nella memoria; ma è proprio in questo coraggio che si nasconde l’omaggio appassionato e rispettoso. mi frulla nella testa un paragone (forse) inopportuno: sarebbe come se qualsivoglia attore teatrale italiano si cimentasse nella riproposizione dell’opera di Carmelo Bene volendone imitare cadenze ed intonazioni. alquanto improbabile e del tutto inutile!
eppure il duo Buscemi & Sharp è credibile, sincero e onesto: raccoglie gli applausi del pubblico e getta il cuore oltre il totem della figura di Burroughs, della sua natura di classico imprendibile e dell’imponderabile valore di un precursore non ancora completamente raggiunto dai suoi eredi: perché gli eretici hanno sempre avuto vita difficile anche da morti! e a proposito di eretici sono forse più congeniali a certa critica i recenti lavori di Anne-James Chaton + Andy Moor + Thurston Moore o quello di Yannis Kyriakides che hanno sempre l’opera di Burroughs come orizzonte irraggiungibile. ma tutti e tre i lavori raccontano la medesima sfaccettata enorme figura!
per cui un plauso a Steve Buscemi e a Elliot Sharp.
buon ascolto

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la radio uabab #137

Radio Sonora
la radio uabab #137
lunedì 19 settembre 2016 ore 17,00
(replica mercoledì 21 settembre ore 17,00)
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Visions
Jeff Parker
The New Breed (International Anthem, 2016)
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Yesterday
Noname
Telefone (free download, 2016)
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Trainwreck
De La Soul
and the Anonymous Nobody… (AOI/Rough Trade Records, 2016)
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cover


Are You In Peace?

Steve Lehman
Sélébéyone (PI Recordings, 2016)
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asa-chang-jun-ray-mahou


告白 Kokuhaku

Asa-Chang & Junray
Mahou (まほう) (P-Vine, 2016)
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