Lambchop OH (ohio)

succede sempre così! avevo in progetto di parlare d’altro, di argomenti promessi e di questioni sospese, ma l’imprevisto e le probabilità stanno in agguanto sotto al mazzo e questo blog si adegua, ed io con lui.
perché se giunge a ciel sereno il nuovo lavoro dei Lambchop è bene fermare la ruota che gira e la corsa affannata e rendersi lieti che qualcuno così puntualmente venga ad annunciare che è tempo di bellezza.
OH (ohio) decimo disco della masnada di Nashville che obbedisce ai comandi del pirata bislacco Kurt Wagner. 20 anni di attività e di apparente immobilità sotto il cielo del Tennessee. tutto attorno molto è giunto e ripartito, arrivato e scappato. frettolosi classificatori che hanno voluto stabilire l’attitudine o meno del suono dei Lambchop all’hype corrente o sfuggente. e loro indolenti e disinteressati, oziosi nell’abitare la stessa casa di Nashville per osservare le stagioni passare sul front porch, cocciuti ad inoltrarsi dentro un suono che muta e si avvita su stesso.
Change is a subtle thing in Lambchop’s world!
11 canzoni splendide ed essenziali che i produttori Roger Moutenot e Mark Nevers hanno voluto vestire con un suono da presa diretta, senza complicazioni di postproduzione o inutili abbellimenti. un suono acustico immediatamente riconoscibile e la voce di Wagner pacificata e splendida.

si sfiorano i velluti di Is a Woman perché l’assassino torna sempre sul luogo del delitto, ma è solo una fugace impressione. A Hold Of You, Please Rise e I Believe in You potrebbero far pensare che, ma così non è. si cambia ancora senza nulla cambiare. le iniziali Ohio e I’m Thinking Of A Number (Between 1 and 2) sono materia da grande songwriter, con controcanto femminile e chitarra che si trascina dietro l’incanto dell’ensemble. National Talk Like A Pirate Day e Slipped Dissolved And Loosed sono fiere meraviglie che oramai in pochi scrivono, oscillando fra Philly sound e moderate accelerazioni. Of Raymond è rubata notte tempo dal quaderno di appunti di Burt Bacharach. Popeye è il funk bianco a cui ci hanno oramai abituato mentre Close Up è la canzone che potrebbero devolvere a qualsivoglia interprete ma che nessuno canterebbe come Wagner. Sharing A Gibson With Martin Luther King Jr. è da annoverare fra i titoli che non si dimenticano.

il disco è in uscita il 7 ottobre ma come sempre c’è un calmante per i frettolosi. è uscito anche un limited edition consistente in un secondo cd che contiene 4 versioni diversamente arrangiate delle canzoni del disco ufficiale più una cover che sta (forse) suonando se si è schiacciata la freccia qui sopra.
tanto per chiudere cerchi ed immediatamente riaprirli, tanto per riallacciarsi a vecchi e prossimi discorsi, tanto per significare una volta di più l’autunno di quest’anno pieno di dischi importanti e di grandi uomini.
bentornati Lambchop…

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0 risposte a Lambchop OH (ohio)

  1. diegothepulpit scrive:

    Alè!!!

  2. borguez scrive:

    infatti c’è di che gridare alè per una bella sequela di ottimi dischi!
    mi frego le mani, assai soddisfatto!

    …e questo dei Lambchop è davvero bello!

  3. hrudi v. bakshi scrive:

    Sharing A Gibson With Martin Luther King Jr. un classico lambchop

  4. diegothepulpit scrive:

    segnalo, tanto per.

  5. borguez scrive:

    grazie Diego,
    annosa questione. già si disse e ancor più si scrisse.
    è un po’ come quando la chiesa pensò bene di opporre all’aids la santissima astinenza.
    ma grazie….

    cos’è rapidshare?

  6. lucien scrive:

    Bella segnalazione. Ho appena finito di ascolatarlo. Non li conoscevo

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