Ralfe Band Attic Thieves

crolla tutto ma per fortuna i dischi continuano ad uscire. per ora.
e il susseguirsi di pubblicazioni a dir poco interessanti spezza un poco un filo logico inerente altre questioni che mi ero ripromesso. e dunque mi concedo una pausa da ragionamenti più complicati e segnalo ancora dischi. fra i tanti improvvisi e i molti che distrattamente si attendono al davanzale ecco giungerne due a dir poco benvenuti (bentornati).
Jolie Holland per Anti con il suo The Living and the Dead. ammetto che l’attesa era assai densa di curiosità per la direzione che avrebbe preso il talento della Holland dopo i primi dischi così pieni di diverse prospettive.
inoltre l’annuncio della presenza di M Ward e Marc Ribot a dar manforte alle canzoni avevano ulteriormente acceso il desiderio.
il disco in uscita venerdì è già qui che sta suonando. e per quanto mi sia più volte ripromesso di non occupare questo spazio con “stroncature” o perdite di tempo a proposito di musiche non gradite, beh, dovrei dire che un po’ di delusione affiora. il suono (preciso e pulito, sia detto) è sin troppo uniformato a stilemi conosciutissimi di americana da FM radio. poco brilla e ancor meno seduce. scomparse le sementi folk e certe polveri di alt-country. forse la signorina Holland si prepara per il grande salto nel tendone mainstream. forse mi sbaglio io. forse no.

è dunque per questo che invece parlerò del secondo lavoro della Ralfe Band di cui già si scrisse su queste sponde e in seguito li si vide all’opera nel giugno 2007 in quel dell’Hana-bi. in quella data apparvero giovini e stupiti da tanto seguito e tanto alcool. acerbi rispetto ad un esordio su disco che invece aveva colto nel segno. ed era forse per questo che ci si ripromise di attenderli in seguito nel bel mezzo della loro evoluzione.
ed eccola giunta quindi, dopo vicissitudini di organico che ha visto defezioni e nuovi arrivi, ma che ha mantenuto salda l’accoppiata Oliver Ralfe e Andrew Mitchell al timone della banda. Attic Thieves in uscita il 13 ottobre per l’etichetta Loose.

direi maturati e direi smussati in certe intemperanze che forse ne determinavano la cifra sonora. il disco tenta di ricalcare certe piste balcaniche, circensi o sgangherate come bislacche colonne sonore. un poco di suono desertico, un poco di Nino Rota e il gioco è fatto. se si aggiunge la voce di Ralfe che si è addensata, inspessita e affinata, potremmo quasi giungere a frettolose conclusioni. qualcosuccia stona però. un primo brano (Open Eye) che non si capisce cosa c’entri con il restante, un poco di polvere mancante sugli strumenti e sul suono, quel coraggio che fa inserire canzoni sghembe piuttosto che perfette bomboniere compositive.
l’autunno però è giunto e il disco appare quantomai tempestivo. qualcuno ha già gridato disco dell’anno. io aprezzo il coraggio suo e quello loro nel tentare di perseguire una strada tracciata con l’esordio. la sorpresa andrà sopperita con qualcosa d’altro. e si spera di trovarla mentre sto ascoltandolo e cercando di comprenderne le angolature e magari di sedare questo lucignolo in fondo in fondo che dice… tieniti Tindersticks e Lambchop e getta il resto.
Taci…

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0 risposte a Ralfe Band Attic Thieves

  1. suoni scrive:

    A proposito di sementi folk e polveri country (e in più aggiungo blues). Quando hai tempo, penso possano interessarti questi due dischi.
    http://primadopo.blogspot.com

  2. lucien scrive:

    A proposito di sementi folk e polveri country (in più aggiungo root blues) quando hai tempo ho due dischi che penso proprio possano interessarti… il vecchietto poi è fantastico. nel mio ultimo post
    Ciao

  3. Unclemeat scrive:

    Su Jolie Holland la penso come te.Del resto non mi aveva convinto troppo nemmeno in passato, a parte il primo.
    La Ralfe band invece mi incuriosisce parecchio e non vedo l’ora di ascoltare.
    Così come mi incuriosisce il disco di Charlie Haden che ho visto di fianco.Vale la pena?
    Ciao e grazie ancora per le tue segnalazioni

  4. borguez scrive:

    grazie lucien,
    credo mi dedicherò con assai più attenzione a Seasick Steve in quanto “originale”, o …come dire, autentico.
    le segnalazioni sono assai gradite in questo mare magnum di difficile navigazione.
    a presto

  5. borguez scrive:

    Unclemeat,
    il primo della Holland era effettivamente intrigante (e aggiungerei pure il secondo), ma questo ultimo debbo proprio confermare che non passa il limite minimo di interesse.
    Ralfe Band: il primo aveva stupito per l’esordio e la veracità. questo stenta un poco, ma potrebbe convincere (forse) alla lunga.
    Il disco di Haden è una curiosa rimpatriata familiare con molti ospiti illustri ed è completamente incentrato sulla musica folk & country americana. c’è del mestiere, del gusto e del divertimento.
    se prima dell’acquisto vuoi fartene un’idea potresti fare un giro qui e qui.
    poi mi dirai…
    a presto

  6. SigurRos82 scrive:

    Sulla Ralfe Band concordo, il primo disco era un gioiello di valzer sghembi che aveva un suo centro e un suo perchè, questo Attic Thieves invece smussa un po’ gli angoli, forse non tanto a livello di sonorità quanto sul piano compositivo. Però a mio parere è uno di quei dischi che crescono di ascolto in ascolto, e il lirismo di certi pezzi come Ice is on my hands, Lost like gods e St. Mark’s door non si trova ad ogni angolo 😉

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