Body & Soul Storia disinvolta del Jazz

credo di averlo già detto, ma lo ripeto: amo profondamente RadioTre. è un baluardo, l’approdo necessario e la testimonianza udibile che questo paese (chissà come?) potrebbe ancora farcela. sono da più di vent’anni quello che si potrebbe definire un fruitore militante: tanta della mia percezione e della mia conoscenza di molte musiche, e dei suoi dintorni, derivano da lì. ho ascoltato succedersi programmi e conduttori, direttori e speaker; da qualche anno un nuovo corso sta umilmente e degnamente tracciando una traiettoria che approvo e sostengo. la direzione della rete affidata a Marino Sinibaldi è uno di quei gesti logici e sensati che dovrebbero essere presi d’esempio da altri, in più alti ambiti. suppongo si debba a questo cambiamento ai vertici l’aumento di collaborazione (e spazio) che Pino Saulo sta meritatamente ottenendo dall’emittente. così dopo la mia troppo lusingata battiti (che nel frattempo estivo ha aumentato a sette le puntate settimanali) e una serie di concerti trasmessi nella seconda serata radiofonica, il nostro Saulo ha pensato bene di riempinguare il palisensto vacanziero della rete con una trasmissione che fa dell’efficacia e della necessaria semplicità le sue armi imbattibili.
Body & Soul si propone di raccontare in modo agile e disinvolto la storia del jazz. Tre conduttori di provata esperienza si alterneranno al microfono per narrare, con l’ausilio di ascolti selezionati, le grandi figure che hanno scritto la storia del jazz, i momenti epocali e le correnti principali“.

Body & Soul Storia disinvolta del Jazz va in onda il sabato e la domenica dalle 14,00 alle 14, 50 (fino alla metà di settembre), proprio mentre il meriggio estivo può concedere solitudine, penombra e concentrazione. come dicevo il programma (il pensiero) è di Pino Saulo, la regia di Nicola Catalano e le voci che condurranno il programma sono quelle di Claudio Sessa, Stefano Zenni e Carlo Boccadoro. non si può trattare certamente di una visione enciclopedica e neppure di un banale bignamino (come purtroppo mi è capitato di leggere in rete), l’aggettivo disinvolta narra di per sé l’unica maniera di incontrare una musica per sua natura imprendibile e ampia. le prime puntate sono state quantomeno curiose e divertenti (scalette e podcast disponibili) e mi fanno tornare alla memoria alcune lezioni universitarie a cui ho assistito e che riguardavano lo stesso argomento. differisce qui la modalità più blanda e sbottonata (disinvolta si diceva), l’ausilio di ascolti e delucidazioni e la voce quieta e divertita del conduttore; in più la possibilità di ascoltare la lectio in un tempo differito, mentre si guida o si soffrigge la cipolla o si ozia passivi in perfetto swing.
la più grande rivoluzione musicale del secolo scorso merita questo e assai di più. per oggi vada il mio plauso a chi ha saputo pensare, progettare e realizzare questa trasmissione innamorata del jazz e dei suoi interpreti.
buon ascolto.

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19 risposte a Body & Soul Storia disinvolta del Jazz

  1. birdantony scrive:

    tu pensa che ‘battiti’ l’ho scoperta per caso un mesetto fa!!! ma da allora podcasting a go-go! 🙂

    • borguez scrive:

      tirata d’orecchie simbolica allora!
      ma ti sei ravveduto e hai riconosciuto la tua mancanza: avrai il mio (scherzoso) perdono!
      a proposito di battiti credo di aver finito gli elogi: aggiungo indespensabile e imprescindibile.

  2. borguez scrive:

    due precisazioni veloci:
    – la foto (che mi pareva idonea e doverosa) è naturalmente A Great Day in Harlem. istantanea epocale. tutte le info qui.
    – lo stesso Claudio Sessa è anche protagonista di una trasmissione analoga sulla Rete 2 della Radio Svizzera Italiana. la trasmissione si chiama Birdland e fanno compagnia a Sessa altri edotti conoscitori della musica jazz: Riccardo Bertoncelli, Franco Fayenz, Maurizio Franco e Marcello Lorrai. non ci sono i podcast ma le puntate sono ascoltabili dalla homepage della trasmissione.

  3. Paolo scrive:

    Sottoscrivo e condivido in pieno la passione per RadioTre e ti ringrazio per questa segnalazione che, perso tra le calure estive, non avevo ancora recepito. Sto già scaricando i podcast.

  4. aldo scrive:

    Per me è imprescindibile la puntata giornaliera, sabato escluso di Hollywood Party .

  5. aldo scrive:

    RADIO3

  6. Fabio scrive:

    Sentivo religiosamente, mentre ero in Italia, nel confortevole orario del riposino pomeridiano.

    Vorrei spezzare una lancia per una voce storica di Radio Tre, che mi ci fece avvicinare nel 1989, quando ero obiettore di coscienza in un paese di montagna dove arrivavano solo le stazioni RAI. La voce e’ quella di Arturo Stalteri, anche valido pianista.

    Devo ad Arturo, e alle sue selezioni musicali all’interno di Orione, la consapevolezza che oltre al rock di Rockerilla, del quale ero assiduo fruitore, la’ fuori c’erano altre musiche interessanti, non necessariamente attuali.

    Un passo importante nel mio percorso di scoperta. Grazie Arturo Stalteri.

    • borguez scrive:

      non posso che unirmi a te nel mai bastante ringraziamento a quell’isola di bellezza che è Radio3.
      e naturalmente a quello per Arturo Stalteri e alla sua voce mansueta e cordiale.
      già.

  7. Stefano scrive:

    Davvero un’ottima trasmissione, concordo. Peccato che me ne sia accorto solo ieri, di ritorno dalle ferie. Qualcuno saprebbe dirmi come recuperare i podcast meno recenti? Sul sito di Radio3 ci sono solo gli ultimi quattro.
    Grazie
    Viva Radio3!

    • borguez scrive:

      Ciao Stefano,
      ti faccio una promessa che necessita pure della tua collaborazione. posseggo tutte le puntate dal principio e conto di proseguire a raccoglierle fino a settembre (data in cui terminerà il programma): a quel punto non sarà difficile accorparle e condividerle in rete, magari in un monumentale file unico.
      la tua collaborazione consisterà nel sollecitarmi dalle mie distrazioni (sempre assai intense) e dalla pigrizia indomita: ma basterà una tua mail ed io scatterò sull’attenti.
      a presto dunque
      borguez

  8. Wadada scrive:

    Ciao a tutti!
    Come al solito sono atterrato da Saturno in ritardo.
    Sabato scorso ho acceso per puro caso la radio (la mia è fissa su radio3) ed ho sentito la fine di un brano di Marsalis. Stavo spegnendo (de gustibus…), poi ho sentito la voce di Stefano Zenni ed ho sentito il poco che rimaneva della puntata.
    “Space is the Place”, va bene, ma dove cavolo ero quando tutto è iniziato?
    Sono riuscito a recuperare tutte le puntate, tranne le prime due (3 e 4 luglio).
    Grandissimo programma.
    Pino Saulo ormai è un monumento. Un nuovo programma di quel livello qualitativo al sabato pomeriggio. Mi sembrava di essere in Francia.
    Borguez… Mi associo alla richiesta di Stefano.
    Per favore non impigrirti!!!
    Sei la mia ancora di salvataggio!!!
    Hasta Radio3!

  9. borguez scrive:

    una promessa è una promessa.
    ecco dunque qui tutti i link della trasmissione (ahi noi) giunta al termine.

  10. Pingback: Body & Soul Storia disinvolta del Jazz/2011 | borguez

  11. anna scrive:

    Ciao!
    Potrei chiederti il file unico dei podcast di body and soul?
    Grazie mille
    Anna

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