Bahto Delo Delo
Tagoi

ancora sul popolo rom, ancora sull’indiavolata musica gitana, ancora Romania, ancora Clejani ed ancora Taraf De Haidouks; perché le manie si nutrono di sé stesse e la passione tautologica non ammette replica.
non pensavo di tornare in questi luoghi così a breve ed invece ecco giungere da Clejani un altro frutto della vite selvatica che ha messo radici laggiù, un’altra ramificazione di quell’immenso albero genealogico che alligna fra fango, neve e miseria.

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Marin ‘Tagoi’ Sandu è un fisarmonicista nato a Clejani, figlio del compianto Nicolae Neacsu (uno dei grandi anziani fondatori dei Taraf De Haidouks a cui tutta la comunità tributò un funerale degno di un vero monarca senza regno e corona). Tagoi è un vero virtuoso dello strumento alla testa del suo gruppo Bahto Delo Delo (nella lingua rom sta per “che Dio ti conceda fortuna”) che da parecchi anni porta avanti la tradizione musicale nello stile dei lautari: oggi Marin ‘Tagoi’ Sandu ha 64 anni e non ha mai inciso un disco e neppure è mai uscito per suonare all’estero. una vita familiare modesta e di comunità, vita che ha portato quei figli (tanti) che oggi compongono la maggior parte dei musicisti del suo gruppo.

Bahto Delo Delo 1

Marin ‘Tagoi’ Sandu alla voce e fisarmonica dunque, e poi la figliolanza al seguito: Marinel Sandu al cimbalom, Stefane Sandu anche lui alla fisarmonica e alla darbuka, Vivi Sandu altra fisarmonica accordion, Ninel Basaru al cimbalom, Vasile ‘Sile’ Neacsu al contrabbasso e la mascotte Florentina Sandu alla piccola darbuka. banda a conduzione pressoché familiare che approfitta del lungo inverno rumeno per allietare i ritrovi sociali e domestici con la musica tramandata dalle generazioni.

una musica a perdifiato, a scapicollo giù per le vertigini di un funambolismo tecnico al limite del circense: il cimbalon che pare scappare via di corsa con il meccanismo caldo delle sue corde moltiplicate e percosse, il contrabbasso “slappato” a dare fisicità e ventre al suono, e poi le fisarmoniche come mantici a soffiare sul magma di questa musica posseduta. una musica che deve aver fatto innamorare Jeremy Barnes e Heather Trost (leggi A Hawk and a Hacksaw) che non hanno esitato troppo per incidere e pubblicare un disco per la loro L.M. Dupli-cation.

Tagoi

Bahto Delo Delo Tagoi (L.M. Dupli-cation, 2015) è stato registrato a Clejani nel soggiorno di casa Sandu, e per questo tutto quanto è udibile non nasconde trucchi o inganni: puro suono rom nell’epifania del suo realizzarsi, musica vibrante e febbrile che urla l’urgenza del qui e ora, senza dimenticare il secolare movimento del popolo rom, la sua dromomania e l’eredità di questa tradizione sonora tramandata nel susseguirsi delle generazioni. quel viaggio a Clejani sempre più sognato in segreto diventa sempre meno rimandabile.
buon ascolto

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