Boubacar Traoré Mali Denohu

eccolo!
finalmente eccolo qui!
auguro a tutte le genti di buona volontà (donne et homini) ammorbati dal desiderio insanabile di ascoltare musica di avere un disco da aspettare, con la stessa passione e bramosìa con cui si attendono gli amanti. e poter al fine dire, muti e gratificati, eccolo qui!
così io dico eccolo qui il nuovo disco di Boubacar Traoré, atteso con fare silente e compunto per non dissipare l’istante che ora è giunto. Boubacar Traoré è per chi scrive l’archetipo dell’infatuazione africana, la distanza più breve che percorsi fra la noia di una cultura musicale anglocentrica e l’epifania dei suoni provenienti dal sud del Sahara. Boubacar Traoré che mi folgorò confuso e mischiato all’interno di una raccolta di menestrelli africani e di cui dissi altrove, l’anziano Boubacar Traoré che voglio pensare come l’avo saggio di una comunità a cui pure io, per vie sentimentali, appartengo.

Mali Denhou (Lusafrica, 2011) giunge 6 anni dopo il precedente Kongo Magni, ma nessuno consideri questo tempo come necessario per accomunare il chitarrista maliano alle tante riscoperte di vecchi leoni africani sopiti (Ebo Taylor, Mulatu Astatke), perché il tempo della sofferenza e dell’oblio Traoré lo ha vissuto e metabolizzato in tempi non sospetti e dagli inizi degli anni ’90 continua a dividere la sua musica con il suo Mali, facendosi ambasciatore e incarnata presenza della cultura mandinga a cui appartiene.
il disco viene presentato con quello specchietto vetusto (commercialmente parlando) che vorrebbe Niger e Mississippi affluenti di uno stesso fiume sonoro, cercando di calcare l’accento sull’insondabile vicenda che attraverso la deportazione degli schiavi nel nuovo continente, e la successiva colonizzazione sonora di ritorno del ‘900, avrebbe apparentato la musica africana al blues (o viceversa). io sono più convinto dell’impossibilità di ripercorrere a ritroso una storia che ha visto mescolarsi vicende, sangue ed umori per finire ad assomigliare più all’esistenza stessa degli uomini piuttosto che ad una storiografia tracciabile del blues.
così la presenza forte (qualcuno dirà ingombrante) dell’armonica di Vincent Bucher è più da considerarsi come frutto di una amicizia duratura (vedi intervista) piuttosto che la volontà della produzione di spingere questo suono verso l’appetibilità occidentale (Mali Blues e vicende simili). vengono penalizzati balafon e kora, non c’è che dire, e a volte si sfiora parossismo quando con l’arrangiamento di Minuit si piomba a piedi pari nel bel mezzo di un bluegrass improbabile, ma l’arte e la poesia di Boubacar Traoré sono ben più adulte di queste illazioni.
la sua voce si è resa ancor più dolce ed afona, le rughe sul volto più profonde e sincere e la sua maestria chitarristica mutuata dalle tecniche con cui si suona la kora assomiglia oramai solo a sé stessa. rischio l’esagerazione del fan, ne sono conscio, ma personaggi come Boubacar Traoré sono rari e preziosi in questi tempi magri. è anche per questo che non mi addentro oltremodo nel raccontare un disco che vedrebbe l’opinione parziale di chi ha ascoltato commosso i suoi dischi precedenti e li ha definitivamete ficcati nell’anima.
lascio a lui stesso raccontare un poco la genesi di questo lavoro nel bel mezzo del suo villaggio maliano, fra la sua gente, i suoi giovani (a cui dedica il disco) e i colori ed i suoni che hanno visto crescere e maturare questo ultimo lavoro. nel vederlo rischio la commozione adulta, non c’è che dire, e così mi limito a ripetere scioccamente il mio eccolo qui.
buon ascolto.

Questa voce è stata pubblicata in 2011. Contrassegna il permalink.

13 risposte a Boubacar Traoré Mali Denohu

  1. SigurRos82 scrive:

    Lo sapevo, lo sapevo che ne avresti parlato. Grazie 🙂

    “…l’archetipo dell’infatuazione africana, la distanza più breve che percorsi fra la noia di una cultura musicale anglocentrica e l’epifania dei suoni provenienti dal sud del Sahara.”

    Che bella frase, stupenda immagine.

    • borguez scrive:

      ora sarebbe pure il caso di poterlo vedere dal vivo.
      il suo tour fa un piccolo giro per l’Europa evitando accuratamente la terra italiota. ma ci sarebbe la Svizzera… ho scoperto che una data in Belgio ha l’esorbitante prezzo di 9 euro (!!!).
      per me sarà dura: magari l’estate porterà doni inattesi.
      le date comunque si possono leggere nel suo myspace.

  2. SigurRos82 scrive:

    Evidentemente l’Italia in questo momento non se lo merita… 😛

    A proposito di date già segnate per l’estate: Ebo Taylor al Novara Jazz Festival il 27 maggio 🙂

    • borguez scrive:

      la data è già appuntata anche se purtroppo non sono certo che potrò essere della partita.
      ma vi saranno reporter che mi racconteranno tutto.
      vero?

  3. mela... scrive:

    Dopo la morte di Ali Farka Toure e Lobi Traoré, per fortuna abbiamo Boubacar, l’infinito “maestro”.
    Grazie mille
    Muchas gracias.

  4. ReeBee scrive:

    ho appena ordinato il cd
    anche io sapevo e aspettavo che ne parlassi
    grazie per l’anteprimizia

    • borguez scrive:

      io non resistetti, caro Maurizio, e procedetti all’acquisto in mp3.
      poi, ad ansie d’amante sedate, provvederò ad acquistarlo in cd non appena me lo trovo di fronte.
      non farmi mancare una tua opinione sapiente.
      a presto

  5. SigurRos82 scrive:

    Concordo con Maurizio, e poi devo dire che l’armonica non guasta, sebbene sia forse presente in misura maggiore rispetto a Kongo Magni 🙂

    L’anno africano è iniziato nel migliore dei modi: Kar Kar, Sidi Touré…e tra breve ritornerà anche l’Orchestre Poly-Rythmo!!!

  6. GM scrive:

    … grande Aurelio Martinez 🙂

  7. Trickypau scrive:

    Boubacar, Aurelio and many many more. Al solito una pepita dietro l’altra. Tesori di gran gusto. Io mi faccio le liste per pigliare questo e quello, poi apro il tuo blog e trovo tutto lì (quì) facile facile e a portata di … click. Beh forse ringraziare è superfluo, ma davvero necessario. L’unica cosa su cui mi trovo in disaccordo è sul parere che hai dato rispetto a ”Lágrimas Mexicanas” di Cantuaria-Frisell che non mi sembra per niente malaccio. Ma, si sà, pur si tratta di gusti presonalissimus… Un saluto e un abbraccio a te e a tutti gli amici che commentano e seguono il blog.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.