So Long, Leonard

poco più di un anno fa vidi Leonard Cohen per la prima volta dopo un’attesa durata troppo.
fu la prima volta ed ebbi l’impressione che fosse già l’ultima! appiccicai quella sensazione al coro che accompagnò So long, Marianne. un coro a fior di labbra, epico e malinconico come gli addìi e nello stesso tempo dolcissimo! c’era una canzone d’amore a sostenerlo, una voce imperdonabile e la sensazione che il tempo era davvero passato, perfetto e sbadato, ma passato!
per fortuna mi sbagliavo…
ho trovato un aereo e sono volato a Praga per rivederlo, ho seguito il tour dal sito curato da veri e propri adepti, ho visto aggiungersi date e continenti, ho acquistato cd e dvd e poi ho sobbalzato quando ho scoperto che Venezia avrebbe accolto una data di questa lunga tourneé che sta volgendo al termine!
e allora sono tornato…

cohen building

foto da qui

Venezia è bagnata da sotto e da sopra. diluvia fino a tre quarti d’ora prima del concerto. è tutto un poco in forse. è in forse Venezia che decade sotto i passi dei turisti, ma il concerto ci sarà. Piazza San Marco deve sembrare bellissima veduta da sopra quel palco!
si comincia come da scaletta mandata a memoria. la sensazione (la mia) è già vissuta, l’emozione conosciuta. mi lascio dondolare, sorrido, ripercorro gli assoli e i cori, i ringraziamenti. dalla mia poltroncina da 40 euro Cohen è un puntino lontano, manca qualcosa. finito il primo tempo seguo l’ansia dei miei compagni di viaggio. si cammina fino a bordo palco, si sta in piedi finalmente a “vedere”, a non più di 20 metri! da qui sento la voce, vedo il pugno stringersi e il cappello che ringrazia. un 75enne che saltella e ride, si inginocchia e non fa altro che cantare le sue canzoni, se non bastasse!

poi è arrivata di nuovo So Long, Marianne e con lei quella sensazione già vissuta. inghiotto saliva, canto assieme agli altri. l’emozione arriva e con lei lo stesso saluto che tacitamente pensavo di aver fatto un anno prima. invece era il 1972, lo stesso Cohen piangeva stupito dall’emozione di quella canzone. quel pianto è arrivato fino a qui: fino a me! lo porto dentro assieme ad un grazie.
So Long, Leonard!

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=TNvRyzUPm-Y&feature=related]

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0 Responses to So Long, Leonard

  1. alice says:

    I walked into this empty church
    I had no place else to go
    when the sweetest voice I ever heard
    whispered to my soul
    I don’t need to be forgiven
    for loving you so much

  2. borguez says:

    youtube giunge puntuale. c’era da aspettarselo!

    parlavo di questo!

  3. borguez says:

    saltella, si inginocchia e balla….
    e canta!
    e cantiamo!

    ecco, parlavo proprio di questo!

  4. zazie says:

    “I’m your man” ed io sono andata in brodo di giuggiole..

    Io avrei pagato 40 euro anche solo per vederlo saltellare tra le quinte e nient’altro.
    Questa l’immagine della vecchiaia che voglio conservare dentro per molto, molto tempo.

    • alice says:

      non dimenticherò mai quando a lucca ci fu un’insurrezione popolare delle retrovie oramai stanche della distanza, che mi spinse in solitaria a piazzarmi a un paio di metri dal palco, vicino alle quinte.
      poi i gorilla tentarono di armeggiare e contenere e chiusero le “barriere”. ma io ero già dentro.
      così per almeno 40 minuti vidi leonard vicino, vicinissimo.
      poi saltellò verso le quinte, come fa quando si assenta, come fa quando si diverte come un bambino.
      e io vedevo le quinte. bevve una bottiglietta da mezzo litro di acqua e tentò, prima di risaltellare davanti al mondo, di metterla in equilibrio sopra un tubo. e rideva.
      questo non dimenticherò.
      un uomo che sa piangere, un uomo che sa ridere, un uomo che sa divertirsi, che sa stancarsi educatamente, che sa.

  5. alice says:

    saputo e risaputo oramai della mia ammirazione – chissà se può bastare questa parola – per quest’uomo
    non cantante, non poeta, non autore. questo uomo.
    ammetto il mio bisogno spasmodico e continuo di non perderne le tracce, tanto da seguirlo fin dove posso, tanto da cercare le virgole tra i suoi respiri e le pieghe dei suoi vestiti.
    così capito sulla fortuna, inciampo sulle orme lasciate da chi probabilmente prova per quest’uomo lo stesso tipo di ammirazione.
    lo dissi, dissi Vorrei esserci per il soundcheck.
    e così Leonard si è divertito con un pezzo nuovo, suo. probabilmente in progress, probabilmente ancora tra le contrazioni del parto.

    [youtube=http://www.youtube.com/watch?v=RcAhJg7yj2I&hl=it&fs=1&]

    The Darkness?
    così lo intitoliamo? così ne parlano i forum, dove si sono prodigati a scervellarsi per stilare il testo:

    … it was drinking from your cup,
    I got the darkness
    from your little ruby cup
    I said ‘is this contagious?’
    You said ‘just drink it up’

    I’ve got no future baby
    I know my days are few
    I’ve got no future though
    As I say I know my days are few
    Is the present not that pleasant (?)
    Just a lot of things to do

    I don’t like your sticky little bud
    I don’t like alcohol
    I don’t need your loving touch
    That’s always been your call
    Cause there’s nothing but the darkness
    Makes any sense to me at all

    I should have seen the darkness
    It was right behind your eyes
    All those pools so deep and heartless
    I just had to take a dive
    Ah yea but winning you was easy
    Ah but the darkness was the price

    Got no future (x3)

    Yea I know the days are few
    The present is not that pleasant(?)
    Just a lot of things to do

    poi suonano le campane, sì
    ring the bells
    that still can ring

    quest’uomo mi ha fatto conoscere quest’uomo
    non tardi, non presto, nel momento perfetto
    credo di poter dire un grazie sincero
    e sparpagliarlo in giro, tra gondole, campanili, tra blog e distanze, tra chi scrive e chi legge, chi suona e chi ascolta.

  6. borguez says:

    Hallelujah!!!
    …esclamo parafrasando il Cohen medesimo!
    un futuro, un altro disco (forse) e altro da succedere!
    non potevo chiedere di più!

    presentare Cohen è un piacere apostolico! comprenderne la grandezza ed esercitare l’ammirazione è privilegio di chi vuole!

    sparpagliamolo in giro allora…

  7. alice says:

    un altro punto di vista,
    un’altra ammirazione:

    [youtube=http://www.youtube.com/watch?v=Qr7jptm02N4&hl=it&fs=1&]

    poi smetto, promesso… poi smetto.

  8. loris says:

    E io che ho saltato Venezia per non rovinare il ricordo i Lucca. Gioco troppo vecchio e troppo simile a quello dei bambini. Tanti saluti da uno di quei cieli di villeggiatura che meritano di essere raggiunti soltanto per arrendersi. Loris.

  9. alice says:

    loris,
    (fra parentesi: mica sono riuscita ad arrivare per quel sound-check. sono arrivata puntuale per un diluvio di pioggia fredda, per il buio, per il primo applauso… è in questi casi che benedico la rete e la gigantesca libertà che hanno immagini e suoni di girovagarci)
    ogni concerto è stato bellissimo e diverso.
    qualche giorno fa mi è venuto da pensare che
    a lucca cohen si divertiva come un bambino che mangia il gelato dopo un sacco di tempo
    a praga era invernale e potente
    a venezia era educatamente stanco
    e ora sono il gelato, l’inverno e la stanchezza che lo descrivono ai miei occhi
    e non rinuncerei mai a nessuno di questi particolari.

  10. baotzebao says:

    Borguez ! , amico di amici e mio amico, che bello leggerti. C’ero anche io, con altri cinque a piazza san cohen. E non ne so quasi parlare, figurati scrivere, ancora…

    Che poi non e’ vero: di lui e della sera di non pioggia, eccezion fatta per quella che veniva giu’ dai miei occhi, parlo poco e scrivo invano, anche sul BaoBlog che conosci, ma quasi tutto ciò che dico e scrivo in questi giorni parla dell’emozione profonda che quella sera ha esploso in me, un’onda che ha travolto il ponticello stanco fra le mie due rive, la razionale e l’animale. Peccato non esserci conosciuti, con tutti voi frrrrriends , ma in fondo sappiamo che ci assomigliamo, e ci piaciamo reciprocamente. Ero a Monaco nell’88, forse andrò a Tel Aviv in settembre: there is a crack in everything / that’s how the light gets in… Abbraccio e ciao, Valerio .

    • borguez says:

      ciao Valerio,
      ho scoperto anch’io della tua presenza. l’ho scoperto sul tuo blog!
      eravamo tanti e tanti erano i volti ai quali ho cercato di sorridere timidamente sapendo di condividere una passione ed una ammirazione per quest’uomo!
      peccato non esserci conosciuti, sì!
      rimandiamo un poco l’incontro, ad altre occasioni e future gioie!

      l’emozione è difficile da descrivere, ma ci abbiamo provato!
      di certo, se andrai a Tel Aviv, mi piacerebbe avere le impressioni di un inviato speciale! io fingo di non guardare i prezzi dei voli per NY, immaginando una data ancora e un’altra occasione di vedere quest’uomo.
      di certo le notizie qui sopra di nuove canzoni fanno bene sperare per il futuro…
      anch’io ti abbraccio,
      a presto

  11. borguez says:

    ho provato a leggere un poco di quel forum di cui parlava alice più sopra.
    divertente scoprire tanti appassionati (ammalati direi quasi), uno giunge a scrivere a proposito della “nuova” canzone: “Interesting song – I wonder what inspired it? I guess it’s virtually impossible these days for an artist to keep their work-in-progess hermetically-sealed… I hope Leonard’s copyrighted it!”

    Leonard Cohen e il copyright!
    come se le canzoni fossero solo brevetti dai quali scuotere denaro: sarebbe curioso che qualcuno rubasse questa canzone e tentasse anche solo di interpretarla, 5 ottave più sopra!

    la cosa mi ha decisamente strappato un sorriso!

    e per il resto attendo fiducioso!

  12. Massimo says:

    Emozioni che ti invidio, Borguez… i troppi chilometri hanno frenato i miei entusiasmi, mi sono accontentato degli sbiaditi filmini su youTube e consolato col ricordo del suo concerto milanese di tanti anni fa. Ma non è la stessa cosa. Ciao!

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